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Psicologa Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Psicoanalitica - Cultore della materia Università Cattolica

Concetti chiave

Ascolto

L’ascolto è, innanzi tutto, ciò che il soggetto che bussa alla porta del professionista può trovare.
Questo ascolto si caratterizza per essere un “ascolto rispettoso”. Rispettoso di quanto il soggetto riferisce, di quanto lo stesso non se la senta di dire a parole, dei suoi comportamenti, dei suoi tempi, delle sue fatiche, dei suoi silenzi.
Questo atteggiamento permette non solo al professionista di cogliere ciò che va al di là delle parole del paziente, ma soprattutto al soggetto stesso di ascoltarsi, di ascoltarsi in modo nuovo senza sentirsi giudicato.

Associazione libera

Parlare liberamente in un discorso a ruota libera, per “libere associazioni”, senza quindi uno schema preordinato, permette alla parola del soggetto di dire di più di quanto lo stesso avesse in mente di dire, e presenti connessioni inaspettate tra il sintomo di cui soffre il soggetto e la sua parola.
L’associazione libera consiste, praticamente, nel dire qualsiasi cosa venga in mente, per quanto sia difficile all’inizio, anche se incongrua o addirittura senza senso e senza apparenti connessioni al discorso.

Sogni

Fin dall’antichità i popoli hanno attribuito grande importanza ai sogni e li hanno sempre utilizzati anche da un punto di vista pratico. Freud non è da meno e li considera ed utilizza come la porta di accesso all’inconscio.
La semplice comunicazione del sogno da parte del soggetto, durante la seduta, può riportarlo con la mente a particolari significati, emozioni e momenti della sua vita presente e passata. Unitamente a questa comunicazione, grazie all’associazione libera, possono sorgere inaspettate connessioni che permettono l’esplorazione e la messa in forma del materiale inconscio.

Che cos’è la psicoanalisi?

La psicoanalisi è un’esperienza soggettiva, è un metodo di cura (“cura della parola” la chiama Freud) che permette al soggetto, tramite la parola appunto, di incontrare e, successivamente, farsi carico di ciò che lo fa soffrire e che gli si presenta sotto la forma enigmatica di un sintomo.
Compito del professionista sarà quello di far emergere, facilitare e accompagnare il lavoro del paziente.

Inconscio

L’inconscio si manifesta quando un soggetto parla, in ciò che dice, nel modo in cui lo dice (per es. si esprime nella dimenticanza di un nome, nella vacillazione di una parola, nei lapsus, nei motti di spirito, nel taglio effettuato durante un discorso).
Dell’inconscio noi conosciamo le sue formazioni (per es. i sogni, i lapsus, gli atti mancati …). Queste si presentano come elementi di un’articolata rete; vanno e vengono, appaiono e scompaiono, si intersecano e così rivelano, nello scarto tra quello che il soggetto vuol dire e quello che effettivamente dice, attorno a quali nodi si articolano le sue questioni.

Sintomo in ottica psicoanalitica

Il sintomo è un messaggio da interpretare, un’organizzazione simbolica, un discorso che contiene un senso. È la soluzione di compromesso che il soggetto ha inconsciamente trovato per far fronte ad altro di cui può non essere ancora consapevole.
Il sintomo “parla” innanzitutto a colui che lo patisce e il soggetto può soffermarsi a notare come il sintomo gli faccia segno di qualcosa al di là della sofferenza che esso comporta. Questo porta ciascuno di noi a darne una pre-interpretazione, una lettura che spesso ci orienta verso la consultazione con un professionista al fine di interpretare meglio questo curioso messaggio dal significato sconosciuto.
Potremmo quindi affermare che il soggetto, a sua insaputa, nel sintomo e per mezzo del sintomo si esprime.

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