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Psicologa Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Psicoanalitica - Cultore della materia Università Cattolica

Classificazione medico psichiatrica (DSM-5)

La nuova edizione, edita nel 2013, del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) a cura dell’American Psychiatric Association ha inteso stabilire una maggiore continuità diagnostica fra la fascia adolescenziale e quella adulta, adattando i criteri affinché sia possibile e più agevole formulare questa tipologia di diagnosi anche in fascia pediatrica, ovvero perché la diagnosi possa essere formulata indipendentemente dall’età d’esordio del disturbo.

Ma che cos’è il DSM-5?

Si tratta di un Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dove vengono elencati e descritti i disturbi mentali. Per ogni singola sezione, ad esempio “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione”, viene presentata un’iniziale introduzione e, successivamente, inizia l’elenco dei singoli disturbi afferenti a questa categoria. Per ciascun disturbo vengono elencati i criteri e i codici diagnostici unitamente ad altre informazioni cliniche. Il DSM viene redatto dall’American Psychiatric Association.

Chi utilizza il DSM-5? A cosa serve precisamente?

Il DSM-5 è un manuale ad uso dei clinici, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti che permette di avere un linguaggio comune nella descrizione di determinate sintomatologie, ovvero di riconoscere, classificare e diagnosticare i diversi i disturbi psichiatrici al fine di porre una diagnosi accurata.

Come vengono classificati i Disturbi del Comportamento Alimentare?

All’interno del DSM-5 il capitolo di riferimento è: “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione” dove vengono raggruppati, su base statistica, i singoli quadri sintomatologici. Questo capitolo include questi disturbi:

  • Pica
  • Disturbo da ruminazione
  • Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo
  • Anoressia nervosa
  • Bulimia nervosa
  • Disturbo da binge-eating
  • Disturbo della nutrizione o dell’alimentazione con altra specificazione
  • Disturbo della nutrizione o dell’alimentazione senza specificazione

Pica

I criteri diagnostici DSM-5 sono:

  • Persistente ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili per un periodo di almeno 1 mese.
  • L’ingestione di sostanze senza contenuto alimentare, non commestibili è inappropriata rispetto allo stadio di sviluppo dell’individuo.
  • Il comportamento di ingestione non fa parte di una pratica culturalmente sancita o socialmente normata.
  • Se il comportamento di ingestione si manifesta nel contesto di un altro disturbo mentale (es. disabilità intellettiva – disturbo dello sviluppo intellettivo – disturbo dello spettro dell’autismo, schizofrenia) o di un’altra condizione medica è sufficientemente grave da giustificare ulteriore attenzione clinica.

Mericismo o disturbo da ruminazione

I criteri diagnostici DSM-5 sono:

  • Ripetuto rigurgito di cibo per un periodo di almeno 1 mese. Il cibo rigurgitato può essere rimasticato, ringoiato o sputato.
  • Il rigurgito ripetuto non è attribuibile a una condizione gastrointestinale associata o a un’altra condizione medica (es. reflusso gastroesofageo, stenosi del piloro).
  • Il disturbo dell’alimentazione non si manifesta esclusivamente durante il decorso di anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da binge-eating o disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo.
  • Se i sintomi si manifestano nel contesto di un altro disturbo mentale (es. disabilità intellettiva – disturbo dello sviluppo intellettivo – o altro disturbo del neurosviluppo) sono sufficientemente gravi da giustificare ulteriore attenzione clinica.

Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo

I criteri diagnostici DSM-5 sono:

  • Un disturbo dell’alimentazione o della nutrizione (per es., apparente mancanza d’interesse per il mangiare o per il cibo; evitamento basato sulle caratteristiche sensoriali del cibo; preoccupazioni relativa alle conseguenze negative del mangiare) che si manifesta attraverso la persistente incapacità di soddisfare le necessità nutrizionali e/o energetiche appropriate, associato a uno (o più) dei seguenti aspetti:
    • Significativa perdita di peso (o mancato raggiungimento dell’aumento ponderale atteso oppure una crescita discontinua nei bambini).
    • Significativo deficit nutrizionale.
    • Dipendenza dalla nutrizione parenterale o dai supplementi nutrizionali orali.
    • Marcata interferenza con il funzionamento psicosociale.
  • Il disturbo non è meglio spiegato da una mancata disponibilità di cibo o da una pratica associata culturalmente sancita.
  • Il disturbo dell’alimentazione non si manifesta esclusivamente durante il decorso dell’anoressia nervosa o della bulimia nervosa e non vi è alcuna evidenza di un disturbo nel modo in cui vengono vissuti il peso o la forma del proprio corpo.
  • Il disturbo dell’alimentazione non è attribuibile a una condizione medica concomitante e non può essere spiegato da un altro disturbo mentale. Quando il disturbo dell’alimentazione si verifica nel contesto di un’altra condizione o disturbo la gravità del disturbo dell’alimentazione eccede quella abitualmente associata alla condizione o il disturbo e giustifica ulteriore attenzione clinica.

Anoressia nervosa

I criteri diagnostici DSM-5 sono:

  • Restrizione dell’assunzione di calorie in relazione alle necessità, che porta a un peso corporeo significativamente basso nel contesto di età, sesso, traiettoria di sviluppo e salute fisica. Il peso corporeo significativamente basso è definito come un peso inferiore al minimo normale oppure, per bambini e adolescenti, meno di quello minimo atteso.
  • Intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, oppure un comportamento persistente che interferisce con l’aumento di peso, anche se significativamente basso.
  • Alterazione del modo in cui viene vissuto dall’individuo il peso o la forma del proprio corpo, eccessiva influenza del peso o della forma del corpo sui livelli di autostima, oppure persistente mancanza di riconoscimento della gravità dell’attuale condizione di sottopeso.

Tipo con restrizioni: Durante gli ultimi 3 mesi, l’individuo non ha presentato ricorrenti episodi di abbuffate o condotte di eliminazione (per es., vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi). In questo sottotipo la perdita di peso è ottenuta principalmente attraverso la dieta, il digiuno e/o l’attività fisica eccessiva.

Tipo con abbuffate/condotte di eliminazione: Durante gli ultimi 3 mesi, l’individuo ha presentato ricorrenti episodi di abbuffata o condotte di eliminazione (cioè, vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi).

Bulimia nervosa

I criteri diagnostici DSM-5 sono:

  • Ricorrenti episodi di abbuffata. Un episodio di abbuffata è caratterizzato da entrambi i seguenti aspetti:
    • Mangiare, in un determinato periodo di tempo (per es., un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili.
    • Sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (per es., sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa o quanto si sta mangiando).
  • Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o attività fisica eccessiva.
  • Le abbuffate e le condotte compensatorie inappropriate si verificano entrambe in media almeno una volta alla settimana per 3 mesi.
  • I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso del corpo.
  • L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.

Disturbo da binge-eating

I criteri diagnostici DSM-5 sono:

  • Ricorrenti episodi di abbuffata. Un episodio di abbuffata è caratterizzato
    da entrambi i seguenti aspetti:

    • Mangiare, in un determinato periodo di tempo (per es., un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili.
    • Sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (per es., sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa o quanto si sta mangiando).
  • Gli episodi di abbuffata sono associati a tre (o più) dei seguenti aspetti:
    • Mangiare molto più rapidamente del normale.
    • Mangiare fino a sentirsi spiacevolmente pieni.
    • Mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati.
    • Mangiare da soli perché a causa dell’imbarazzo per quanto si sta mangiando.
    • Sentirsi disgustati verso se stessi, depressi o assai in colpa dopo l’episodio.
  • È presente un marcato disagio riguardo alle abbuffate.
  • L’abbuffata si verifica, in media, almeno una volta alla settimana per 3 mesi.
  • L’abbuffata non è associata alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie inappropriate come nella bulimia nervosa, e non si verifica esclusivamente in corso di bulimia nervosa o anoressia nervosa.

Disturbo della nutrizione o dell’alimentazione con altra specificazione

Questa categoria si applica a presentazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione che causano un significativo disagio o un danno nel funzionamento sociale, occupazionale o in altre importanti aree predominano ma non soddisfano i criteri pieni per qualsiasi dei disturbi della classe diagnostica dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

La categoria disturbo della nutrizione o dell’alimentazione con altra specificazione è usata in situazioni in cui il clinico sceglie di comunicare le ragioni specifiche per cui la presentazione non soddisfa i criteri per qualsiasi specifico disturbo della nutrizione e dell’alimentazione. Questo è fatto registrando “disturbo della nutrizione e dell’alimentazione con altra specificazione” seguito dalla ragione specifica (per es., “bulimia nervosa a bassa frequenza”)

  • Anoressia nervosa atipica: sono soddisfatti tutti criteri per l’anoressia nervosa, salvo che nonostante una significativa perdita di peso, il peso dell’individuo è all’interno o al di sopra del range di normalità.
  • Bulimia nervosa (a bassa frequenza e/o di durata limitata): sono soddisfatti tutti criteri per la bulimia nervosa, salvo che le abbuffate e le condotte compensatorie inappropriate si verificano, mediamente, meno di una volta alla settimana e/o per meno di 3 mesi.
  • Disturbo da binge-eating (a bassa frequenza e/o di durata limitata): sono soddisfatti tutti criteri per il disturbo da binge-eating, salvo che le abbuffate si verificano, mediamente, meno di una volta alla settimana e/o per meno di 3 mesi.
  • Disturbo da condotta di eliminazione: ricorrenti condotte di eliminazione per influenzare il peso o la forma del corpo (per es. vomito autoindotto, uso improprio di lassativi, diuretici o altri farmaci) in assenza di abbuffate.
  • Sindrome da alimentazione notturna: Ricorrenti episodi di alimentazione notturna, che si manifestano mangiando dopo il risveglio dal sonno oppure l’eccessivo consumo di cibo dopo il pasto serale. Vi solo consapevolezza e ricordo di aver mangiato. L’alimentazione notturna non è meglio spiegata da influenze esterne come la modificazione del ciclo sonno-veglia dell’individuo oppure da norme sociali locali. L’alimentazione notturna causa un significativo disagio e/o compromissione del funzionamento. I pattern di alimentazione disordinata non sono meglio spiegati dal disturbo da binge-eating o da un altro disturbo mentale, compreso l’uso di sostanze, e non sono attribuibili a un altro disturbo medico oppure all’effetto di farmaci.

Disturbo della nutrizione o dell’alimentazione senza specificazione

Questa categoria si applica a presentazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo della nutrizione e dell’alimentazione che causano un significativo disagio clinico o un danno nel funzionamento sociale, occupazionale o in altre importanti aree predominano, ma non sono soddisfatti i criteri pieni per qualsiasi dei disturbi nella classe diagnostica dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione.

La categoria disturbo della nutrizione o dell’alimentazione con altra specificazione è usata in situazioni in cui il clinico sceglie di non specificare il motivo per cui i criteri non sono soddisfatti per uno specifico disturbo della nutrizione e dell’alimentazione, e include presentazioni in cui ci sono insufficienti informazioni per fare una diagnosi più specifica (per es. in un setting di pronto soccorso).

 

Avvertenza: La presente pagina riporta, senza pretesa di completezza, i principali punti che caratterizzano ciascun disturbo nella classificazione che ne fa il DSM-5. Si consiglia sempre di rivolgersi ad un professionista competente in caso di dubbi. Il testo integrale, in lingua italiana è Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, edito da Cortina.

* L’immagine di copertina è tratta dal sito ufficiale dell’APA

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