E poi ho visto i tuoi occhi. II congresso nazionale SIRIDAP

Nei giorni di venerdì 3 e sabato 4 novembre 2017 si è svolto presso l’Hotel Catalunya di Alghero il II Congresso Nazionale SIRIDAP dal titolo “E poi ho visto i tuoi occhi. I disturbi del comportamento alimentare in età infantile e adolescenziale” che ha ripreso e ampliato alcuni dei temi affrontati nel I Congresso Nazionale SIRIDAP dal titolo “Sentieri Interrotti – I DCA nel ciclo della vita: dall’esordio alla persistenza” tenutosi il 21 e 22 ottobre 2016 presso l’Ospedale Niguarda di Milano.

Queste due giornate di lavori sono state estremamente interessanti ed articolate in quattro sessioni:

  • I Sessione: Nuovi disordini alimentari in età evolutiva
  • II Sessione: I segnali del corpo
  • III Sessione: Le azioni delle istituzioni
  • IV Sessione: senza titolo

e tre tavole rotonde:

  • Le linee guida per la riabilitazione nutrizionale e i livelli essenziali di assistenza nei DCA
  • La prevenzione nei DCA e in età evolutiva
  • La diagnosi precoce: destino o destinazione?

L’apertura dei lavori, dopo i saluti istituzionali, ha visto l’intervento della dott.ssa Antonella Denti, Psichiatra e Psicoterapeuta, la quale ha ben evidenziato come il primo oggetto perduto per il bambino non sia il seno materno, ma l’oggetto alimentare, dando così risalto al legame psicologico intercorrente nella triade cibo-madre-bambino. A seguire la relazione della dott.ssa Laura Dalla Ragione, Psichiatra e Psicoterapeuta, Direttore Rete Disturbi del Comportamento Alimentare Usl 1 Umbria, Presidente SIRIDAP, dal titolo “Paura del cibo, paura del mondo: i disturbi alimentari infantili” durante il quale è stato ben evidenziato come nel passaggio dalla nutrizione, passiva, all’alimentazione, attiva, il bambino inizi a giocarsi la propria autonomia mostrando, attraverso il comportamento alimentare, anche possibili disagi. Inoltre è stata fatta una distinzione importante circa la diversità di paura che abita le diverse fasce d’età: fino ai 12-14 anni circa si rileva un’intensa paura di crescere, dopo i 12-14 anni si osserva invece la comparsa del timore di ingrassare.

A seguire interventi estremamente interessanti che hanno toccato diverse aree (le slide del congresso saranno presto disponibili per i soci SIRIDAP sul sito ufficiale) dalla selettività alimentare quale possibile predittore di un disturbo del comportamento alimentare, alla necessità di una presa in carico multidisciplinare che coinvolga, come espressamente messo in luce dal dott. Mario Di Pietro, Direttore UOC Pediatria e Neonatologia di Teramo, non solo gli addetti ai lavori, ma soprattutto la famiglia ben evidenziando la necessità di fare rete fra i servizi e i professionisti.

Ulteriori relazioni e interventi hanno messo in luce gli effetti psicologici e fisici della malnutrizione, l’abbassamento preoccupante dell’età di insorgenza dei disturbi alimentari, ribadendo l’importanza di un approccio terapeutico centrato sul soggetto e la famiglia per favorire il cambiamento e valorizzare le risorse parentali. Si è inoltre parlato dell’iperattività e della necessità che il bambino affetto da disturbo del comportamento alimentare acquisti maggiore consapevolezza del proprio corpo.

A livello istituzionale si è provveduto a fare il punto sui diversi livelli di assistenza disponibili e su cosa vi sia o manchi regione per regione. Si è inoltre sottolineato come via sia l’esigenza di un’equipe multidisciplinare per seguire al meglio un paziente, e la sua famiglia, con un disturbo alimentare, per di più è necessario che i membri dell’equipe, oltre ad essere specialisti nel proprio campo, si siano appositamente formati e pratichino nel campo dei disturbi alimentari.

Non si è tralasciato il campo della comorbidità fra disturbi alimentari e disturbi psichiatrici e altre dipendenze, dedicando apposito spazio anche al tema del TSO (trattamento sanitario obbligatorio), ovvero un tipo di trattamento senza consenso da parte del paziente con particolare riguardo agli aspetti clinici e medico legali.

In diversi momenti tutti i relatori e i moderatori hanno sottolineato la necessità di lavorare con le famiglie che rappresentano una grandissima risorsa per attivare e portare avanti il cammino verso la guarigione del bambino.

A chiusura di queste due giornate di lavoro l’intervento del Prof. Gustavo Pietropolli Charmet, Psichiatra e Psicoterapeuta dell’Adolescenza, il quale ha mostrato l’evoluzione di questi disturbi sottolineando come il disturbo alimentare possa configurarsi quale strumento per mitigare il dolore scaturito dall’impotenza del soggetto di fronte alle trasformazioni puberali che lo investono senza preavviso e possibilità di appello, ovvero uno sguardo all’anoressia quale modalità per mettersi al riparo dall’essere desiderate e dal sembrare desideranti.

Durante la riunione dei soci si è parlato inoltre dell’importanza degli interventi di sensibilizzazione, informazione e prevenzione, soprattutto in considerazione del fatto che è in aumento la domanda di cura da parte di minori sotto i 14 anni che iniziano a soffrire di questi disturbi già a 7/8 anni e che non si può lavorare se non facendo rete con tutti colori i quali, a vario titolo, si occupano e vengono in contatto con questi quadri.

Sono state due giornate di lavoro intenso che hanno messo in moto tante nuove idee e progetti in un clima di forte collaborazione e fermento.

Personalmente e in qualità di vicepresidente del Centro Italiano Disturbi Alimentari e Dipendenze C.I.D.A. onlus credo fortemente nel lavoro portato avanti da SIRIDAP Onlus (Società Italiana di Riabilitazione Interdisciplinare Disturbi Alimentari e del Peso) per “sostenere e contribuire al miglioramento di un lavoro di riabilitazione multidisciplinare […] a favore delle persone con disturbi del comportamento alimentare e del peso […] attraverso iniziative di prevenzione, di condivisione delle buone pratiche, di monitoraggio e di ricerca scientifica, di formazione, culturali, di informazione, di divulgazione riguardo alle tematiche inerenti i disturbi del comportamento alimentare e del peso. […] creare una rete di conoscenze e di professionisti che, insieme, contribuiranno a fornire il loro contributo ed assistenza integrata nel combattere delle patologie che hanno bisogno di una risposta compatta e condivisa da parte della comunità scientifica e di tutti i soggetti che, a seconda dei loro ruoli, vi gravitano. […] riuscire a dare un sostegno a tutti coloro che, avendo un familiare con disturbo del comportamento alimentare, non conoscono come affrontare la malattia e la loro vita che, necessariamente, è cambiata.”