Amore e morte nell’anoressia. Avere e non avere

“Per un segno del suo amore sono disposta a tutto.” Questo ripeteva in seduta una ragazza anoressica che ho avuto in cura. Amore e morte: questo sentire, anche se in maniera molto difforme, è presente in tante donne, di diverse età, che ho avuto e ho modo di incontrare nella mia pratica clinica.

Anoressia e vuoto

L’anoressia presentifica proprio questo aspetto, in alcuni casi, il corpo si fa segno estremo (lo scheletro) di un appello all’altro. Questo appello è però particolare. Non si tratta di un appello al sapere, all’avere, dell’altro, ma un appello alla mancanza. Si tratta quindi dell’appello ad un particolare segno d’amore, quello caratterizzato non da un pieno, ma da un vuoto.

Donna e amore, vita e morte

Come mai la donna è disposta a rischiare tutto, anche la vita, per amore? Per poter essere l’unica per il suo altro dell’amore?
La psicoanalisi sottolinea come la logica di godimento della donna e dell’uomo siano differenti, radicalmente antitetiche. Il godimento maschile è orientato da una logica fallica: “avere”. La donna si caratterizza per essere, invece, l’espressione del “non avere”. Le logiche maschili e femminili sono quindi diverse, non ve n’è una migliore e una peggiore, sono diverse. Forse per questo facciamo così fatica parlarci fra uomini e donne alcune volte?

Jacques Lacan e la logica amorosa

Jacques Lacan , nel Seminario VIII, ci insegna che «l’amore è dare ciò che non si ha, e non si può amare se non facendosi non aventi, anche se si ha. L’amore come risposta implica il campo del non-avere. Dare ciò che si ha, è la festa, non è l’amore». Nella logica anoressica, ma non solo, possiamo osservare esattamente che ciò che domanda con testardaggine e ostinazione il soggetto è che il segno, il segno della mancanza dell’altro. Il soggetto non domanda all’altro il suo sapere, il suo cibo, i suoi averi, ma qualcosa di più prezioso, ciò che l’altro non ha.

Come donare ciò che non si ha?

Rendiamo il concetto più semplice con un esempio: cosa non abbiamo o non ci sembra di avere in quest’epoca? Cosa l’altro può chiedere e con difficoltà otterrà dal suo interlocutore? Il tempo. Questo vuole essere solo un esempio di possibili modalità di richiedere all’altro ciò che questi non ha e la modalità di questo di rispondere.

Il dono della vita

La donna desidera profondamente essere l’unica e la sola per il suo alto, l’oggetto d’amore esclusivo e per essere ciò può mettere sul piatto tutto ciò che ha, anche la sua vita, domandando strenuamente “dimmi se mi puoi perdere?”.
Il rifiuto del cibo nell’anoressia può rispondere ad una logica di questo genere, in alcuni casi, una strenua opposizione all’offerta dell’avere da parte dell’altro, alla sua offerta di cibo slegato dall’amore, di beni materiali invece che di mancanza. L’anoressia punta al non sapere, al non avere, potremmo dire, più che all’otturazione a tutti costi, di un vuoto.