L’esperienza di analisi di Papa Francesco. La nuova sfida della contemporaneità?

Papa Francesco analisi psicoanalista

Ha riscosso molto clamore la “confessione” di Papa Francesco che ha affermato pubblicamente (per leggere l’articolo integrale “Papa Francesco confessa: «Andavo dall’analista»” cliccare qui) di essersi recato settimanalmente da una psicoanalista durante un periodo della sua vita per “schiarirmi alcune cose”. Papa Bergoglio ha proseguito sottolineando inoltre che da questa terapia psicoanalitica ha tratto grande beneficio.

La fatica contemporanea a domandare un sostegno ad orientamento psicoanalitico

All’interno della nostra community di Facebook “Psicologia, psicoterapia, psicoanalisi e dintorni…a Cernusco sul Naviglio (alla quale tutti possono fare richiesta gratuita di partecipazione cliccando qui) abbiamo provato ad interrogarci sulla fatica contemporanea a domandare un sostegno a questo particolare tipo di professionista. Si è parlato di preconcetti che impediscono alle persone di chiedere un supporto psicologico, di parlare con amici e familiari della loro esperienza di terapia, della difficoltà a mostrare le proprie debolezze in una società che invece sembra voler celare a tutti i costi le debolezze esaltando, invece, l’ideale di perfezione. Ma poi, la perfezione, esiste veramente? E se le “debolezze” fossero invece occasioni per conoscersi meglio a partire da un aspetto di noi che ci interroga particolarmente, che apre a dei dubbi, a delle domande?

“Schiarirmi alcune cose”

Papa Francesco, in fondo, consente di vedere come non sia necessario essere matti per rivolgersi ad uno psicoanalista. Questi afferma di aver consultato questa professionista per “schiarimi alcune cose”, quindi, sottolinea l’esigenza di fare chiarezza, di vedere con maggiore luce, magari sotto una luce diversa alcune questioni che, per lui, evidentemente, erano di particolare interesse e importanza.
Quale preziosa testimonianza quindi quella di Papa Bergoglio sul suo percorso di crescita personale?!
La psicoanalisi, sembra affermare il Papa, è un percorso accessibile a tutti, a chiunque desideri scoprirsi e riscoprirsi, non darsi per scontato, ma interrogarsi nel suo profondo per aprirsi ad una nuova conoscenza di sé.

La sfida della contemporaneità

In una società che ruota attorno a ritmi vorticosi, dove ormai anche la spesa si ordina online perché così si guadagna tempo, è ancora possibile ipotizzare di prendersi del tempo per se stessi? Investire del tempo per fermarsi a riflettere sulla nostra vita e sui nostri desideri? E se conoscersi più nel profondo fosse una grande avventura? Se fosse questa la vera sfida della contemporaneità, come suggerito da un partecipante alla community?