Anoressia inversa o vigoressia: disturbi alimentari al maschile

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I disturbi del comportamento alimentare si configurano ormai, nella società contemporanea, quale epidemia sociale davanti alla quale non è più possibile chiudere gli occhi e trattarla come fenomeno marginale, ma è fondamentale occuparsene agendo soprattutto a livello preventivo.

La pratica clinica mostra chiaramente come, nel tempo, le caratteristiche psicopatologiche di questi disturbi siano profondamente mutate e come questi si siano articolati maggiormente declinandosi in forme assai diverse. I quadri “più famosi” restano quelli di Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa, insieme all’Obesità Psicogena e al Disturbo da Alimentazione Incontrollata. Accanto a questi notiamo come vi sia, purtroppo, un aumento dei soggetti che soffrono di un disturbo alimentare in fascia pediatrica: nei bambini più piccoli, neonati compresi, questi prendono la forma delle anoressie precoci, della pica, del mericismo, mentre, mentre nella fascia 8-12 anni assistiamo già a forme di anoressia, bulimia e obesità. Inoltre osserviamo la comparsa e l’aumento dei disturbi alimentari maschili, assenti fino a dieci anni fa, che prendono le forme, ad esempio della con espressioni nuove dell’ anoressia inversa (chiamata anche vigoressiabigoressia o Complesso di Adone).

La pratica clinica mette inoltre in evidenza come i soggetti che non sono riusciti ad occuparsi adeguatamente del loro disturbo alimentare passino facilmente dall’anoressia, alla bulimia, o viceversa e sviluppino ulteriori dipendenze da diversi oggetti (alcool, sostanze stupefacenti, fumo, videopoker, …).

Anoressia inversa o vigoressia o bigoressia o complesso di Adone

Harrison G. Pope, professore di psichiatria all’Università di Harvard, in uno studio condotto nel 1993 descrive, per la prima volta, una sindrome denominata anoressia inversa:

‘reverse anorexia’ syndrome, where they [bodybuilders, n.d.a.] believed that they appeared small and weak even though they were actually large and muscular. […] they declined social invitations, refused to be seen at the beach, or wore heavy clothes even in the heat of summer because they feared that they looked too small.

Sindrome dell'”anoressia inversa” dove [i bodybuilders, n.d.a.] credevano di apparire piccoli e deboli nonostante fossero effettivamente grandi e muscolosi. […] questi declinavano gli inviti sociali, si rifiutavano di essere visti in spiaggia o indossavano abiti pesanti anche nel caldo dell’estate perché temevano di essere troppo piccoli.

Pope HG Jr, Katz DL, Hudson JI.

Questa particolare forma di anoressia, conosciuta anche come vigoressia, o bigoressia, è osservabile prevalentemente negli uomini e, per questo, nota anche come il Complesso di Adone.

Dispercezione dell’immagine corporea e autostima nell’anoressia inversa

Questi soggetti lamentano di “non essere abbastanza grossi, muscolosi, definiti”, nonostante la loro fisicità dica ben altro. Questo fenomeno avviene a causa di una dispercezione dell’immagine corporea di cui soffrono, ovvero un disturbo che non consente loro di vedere nello specchio la loro immagine per quella che è realmente.

L’aumento della massa muscolare, in queste persone, porta con sé anche un significativo rinforzo narcisistico, un importante aumento dell’autostima che aumenta di pari passo alla muscolatura e che, sfortunatamente, sembra basarsi e alimentarsi solamente di questo elemento.

Quali sono i segnali a cui prestare attenzione?

I soggetti che soffrono di questo disturbo generalmente frequentano con assiduità le palestre o qualsiasi luogo dove possano fare esercizio fisico. Ciò che li caratterizza non è solamente il numero di sedute settimanali d’allenamento (che può essere numeroso anche in soggetti che non presentano questo disturbo), ma lo stress profondo al quale vanno incontro laddove una di queste sessioni dovesse saltare oppure non dovessero assumere regolarmente gli integratori (quando non si tratta di veri e propri farmaci, acquistati spesso su internet, anche in maniera illegale). Questa pratica “sportiva” compulsiva è spesso associata ad un uso indiscriminato di sostanze spesso proibite, mescolate, senza adeguato controllo medico con integratori, anabolizzanti, steroidi, … acquistati su internet da siti internet di dubbia affidabilità.

Il punto che caratterizza le persone che soffrono di vigoressia è l’eccesso, la smodatezza della pratica che può portare queste persone a isolarsi dalla vita sociale, confinata ai soli compagni di allenamento, e a trascurare vita familiare, scuola o lavoro, l’ossessività nel controllo alimentare, ….

Anoressia nervosa e anoressia inversa a confronto

Così come nell’anoressia nervosa, disturbo maggiormente conosciuto, osserviamo un soggetto, generalmente di sesso femminile, terrorizzato all’idea di ingrassare, all’idea di “non essere abbastanza magra”, nell’anoressia inversa, generalmente appannaggio del sesso maschile, il terrore è legato al non avere muscoli, al “non essere abbastanza grosso”.

La domanda d’aiuto, di sostegno psicologico e psicoterapico nella vigoressia

Generalmente queste persone non si accorgono di avere un disturbo e, conseguentemente, non chiedono aiuto ad uno psicoterapeuta. Spesso sono i familiari o gli amici più intimi che, ormai stanchi del protrarsi di questa situazione di cui sentono il carattere eccessivo e notano che non si tratta più di un’attività fisica volta al benessere della persona, ma a qualcosa d’altro, si rivolgono ad un professionista per meglio comprendere come gestire questa situazione e aiutare il proprio caro.

Da ultimo mi preme sottolineare che fare molti allenamenti a settimana, guardarsi costantemente allo specchio, ridurre i carboidrati in favore delle proteine, iniziare ad assumere integratori, avere dei comportamenti ossessivi, soffrire di dispercezione corporea, … sono indizi preziosi che, se da un lato non devono allarmare, dall’altro devono essere certamente monitorati ed, eventualmente, riportati allo psicoterapeuta al fine di meglio indagare la situazione e, insieme, studiare la strategia migliore per intervenire.